poesia

6 giugno 2013
Ci vuole molto coraggio a morire .... è la cosa che ci fa più paura , però se l'operazione riesce che premio meraviglioso: la Vita !  Ma Mario Quintana lo dice meglio di me ...
 

Vivere

Chi non ha mai voluto morire
non sa che cosa è vivere
non sa che vivere è aprire una finestra
da dove usciranno stormi di uccelli
e ippocampi fosforescenti
meduse translucide
raggiate
stelle di mare… Ah,
vivere è uscire all’improvviso
dal fondo del mare
e volare…
e volare…
sempre più in alto
come dopo esser morti!

traduzione di Pierino Bonifazio nel libro “Poesie di Mario Quintana”

 

 
 
 
2 maggio 2012

La Verita’ entro di noi

 

 

Lascia l’ombre ed abbraccia il vero.
Non cangiare il presente col futuro.
Tu sei il veltro che nel rio trabocca,
mentre l’ombra desia di quel c’ha in bocca.
Aviso non fu mai di saggio o scaltro
perdere un bene per acquistarne un altro.
A che cerchi si lungi diviso
se in te stesso trovi il paradiso?
Anzi, chi perde l’un mentre e’ nel mondo,
non speri dopo morto l’altro bene.
Perche’ si sdegna il ciel dare il secondo
a chi il primiero non caro non tenne;
cosi’, credendo alzarti, vai a fondo;
ed ai piacer togliendoti, a le pene
ti condanni; e con inganno eterno,
bramando il ciel, stai ne l’inferno.

Giordano Bruno (1548 Nola – 1600 Roma) da “Lo spaccio della bestia trionfante”

 

 
 
 
21 febbraio 2012
 
Certi giorni faccio fatica ad accettare serenamente le circostanze della vita e le mie stesse scelte , e mi faccio venire le palle da sola ...
Questa "Poesia senza titolo" dalla raccolta "Poesie operaie" di Luigi Di Ruscio mi ha dato un senso di accettazione e pacificazione per le  mie insofferenze quotidiane .
Luigi Di Ruscio(1930) partito da Fermo (AP) emigrò in Norvegia dove lavorò per 40 anni in una fabbrica metallurgica , si sposò con Mary Sandberg con cui ebbe 4 figli. E' mancato l'anno scorso.
 
                                      POESIA SENZA TITOLO
 
Le ore sono l'inizio della nostra giornata,
noi siamo l'inizio di tutti i giorni,
inizia il giro delle ore sulla trafilatrice
che mi aspetta con la bocca spalancata ,
inizia la mia danza e il mio spettacolo .
In certe ore entra nel reparto una chiazza di sole
e lo sporco nostro è come schiarito
come nelle immagini dei santi .
Luogo e tempo per una fumata
che raspa sulla gola ,
spio i minuti sul quadrante dal grande occhio
e tutto a un tratto ci scuote l'urlo della sirena ,
ci attende il riposo per la sveglia di domani ,
la suoneria che entra dentro i sogni esplodendoli
ed è ecco un nuovo giorno della mia esistenza
coll'allegria fuori della mia ragione.
 
LUIGI DI RUSCIO
 
 
 
10 febbraio 2012
 
 
 
Come se chiedessi una comune elemosina
e nella mia mano stupita
uno sconosciuto chiudesse un regno
e io restassi sconvolta -
come se domandassi all'oriente
se per me avesse un mattino-
ed esso sollevasse le sue dighe purpuree
e mi sommergesse d'aurora!
 
As if I asked a common Alms,
and in my wondering hand
a Stranger pressed a Kingdom,
and I, bewildered, stand-
as I asked the Orient
had  it for me a Morn-
and it should lift its purple Dikes,
and shatter me with Dawn !
 
         E. Dickinson
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
3 dicembre 2011
 
 
 

Non nasce in un momento …

 

Non nasce in un momento il vero amore,

non scintilla , a comando, la sua pietra.

Ma cresce lentamente e ti circonda

dopo lunga complicità che lo rafforza.

Col tempo , invincibile diventa :

non teme noia, non cede agli abbandoni.

Il tempo dura di un sospiro quando,

nel tempo di un sospiro ha preso vita.

Deve essere coma roccia o terra dura ,

che non permette al fiore di sbocciare.

Ma , se una pianta vi affonda le radici,

non morirà di pioggia a primavera .

 

Ibn Hazm

Cordova , Andalusia 7 nov. 994

Huela, Andalusia 15 ago 1064

 
 
 
 
 
 
 
7 novembre
 
Ode al profumo di legno
 
Più tardi, mentre le stelle
si schiudevano alla frescura
aprii la porta.
Il mare galoppava nella notte.
E dalla casa buia arrivò
come una mano
il profumo forte
del legno stagionato.
Il profumo era invisibile,
come se l'albero
vivesse ancora.
Come se qui nutrisse
il suo cuore.
Visibile
come un ramo spezzato.
Mi aggirai
all'interno della casa
avvolto
da quella balsamica oscurità.
Fuori
come magnetiche pietre preziose
scintillavano
quei punti nel cielo
e il profumo del legno
toccò il mio cuore.
 
Pablo Neruda
 
 
 
 
23 ottobre
 
dedicata a Dalide :
 

 

Scritto con inchiostro verde

 

L'inchiostro verde crea giardini, selve, prati,

fogliami dove cantano le lettere,

parole che son alberi,

frasi che son verdi costellazioni.

 

Lascia che le parole mie scendano e ti ricoprano

come una pioggia di foglie su un campo di neve,

come la statua l'edera,

come l'inchiostro questo foglio.

Braccia, cintura,collo, seno,

la fronte pura come il mare,

la nuca di bosco in autunno,

i denti che mordono un filo d'erba.

 

Segni verdi costellano il tuo corpo

come il corpo dell'albero le gemme.

Non t'importi di tante piccole cicatrici luminose:

guarda il cielo e il suo verde tatuaggio di stelle.

 

 Octavio Paz

 

 

 
 
 
 
 
2 settembre 2011
 
dedicata a mio marito :
 
 
 
 
 

Ovunque tu sia

 

Ovunque tu sia mi sei accanto.

Stringo la tua cintura alla mia vita. Mia profonda fierezza.

Ovunque io sia, tu sei vicino a me.

Sei la cintura di sicurezza della mia vita; ti stringo, ti allaccio,

sei tu che mi proteggi dagli sbandamenti dell’anima e del mondo,

dalle violenze improvvise degli estranei e dalle assurdità

senza nome.

Che sollievo tornare al tuo abbraccio.

Ghiannis Ritsos

 

 
 
 
 
 
1° luglio 2011
 
 
 
 

Pioviggina un po’
ma non abbastanza perchè si possa proprio
chiamarla pioggia

e noi lentamente ci bagnamo
ma non abbastanza perchè valga proprio
la pena di parlarne

e un po’ c’innamoriamo
ma non abbastanza perchè si possa proprio
chiamarlo amore

Henrik Nordbrandt

 
 
 
 
 
 
 
1° maggio
 

PANTANO

 

 

Ero una foglia libera nel vento

e tu ragazzo che mi hai visto cadere

mi hai presa per un pantano.

 

 

Alda Merini

 
 
 
 
 
aprile  2011
 
dedicato a Donatella
 

Alle fronde dei salici

 

 

E come potevamo noi cantare

con il  piede straniero sopra il cuore

fra i morti abbandonati nelle piazze

sull’erba dura di ghiaccio,al lamento

d’agnello dei fanciulli ,all’urlo nero

della madre che andava incontro al figlio

crocifisso al palo del telefono?

Alle fronde dei salici, per voto,

anche le nostre cetre erano appese,

oscillavano lievi al triste vento… 

 

 

Salvatore Quasimodo

 

 
 
 
marzo 2011
 
 
 
Per potersi vedere
 
alla fine  l'Universo
 
creò l'occhio umano
 
 
Luigi di Ruscio
 
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