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Hanno detto

17 febbraio 2012
 
                                                  

                                     Tempo e musica

 

 

…in questo gioco respirato che vede la musica in qualche modo aspirare il tempo e restituircelo espirando attraverso il nostro ascolto … il che significa che noi essendo in qualche modo certi che il tempo acquisisca un significato possiamo pensare ad altro , è strano, la nostra emozione all’ascolto riconosce che siamo in grado di andare oltre , esplorare nuovi mondi…
 

Paolo Terni

 
 
 
 
 
Andare ad ascoltare frammenti di idee e la narrazione di episodi di vita dell’autore Silvano Agosti ha riaperto vecchie ferite , ha resuscitato verità sepolte in me e forse non abbastanza agite e vissute bene .

La scuola ,

la libertà ,

la speranza di rimettere l’uomo al centro della vita individuale e sociale .

Questi sono gli argomenti smossi .

Vi riporto qualche frase presa dai suoi racconti orali su cui c’è parecchio da riflettere :

sulla scuola

“… devo dire che io ho avuto una fortuna inestimabile , rarissima, siccome gli Inglesi e gli Americani per dovere loro avevano raso al suolo la città dove io abitavo tra cui anche tutte le scuole , io ho avuto questo dono dalla ferocia della guerra e non sono andato a scuola sino all’età dell’indomabilità cioè sino a 11 anni e infatti io non sono stato domato , allora io sono qui sorridente a parlare della mia vita perché questo non andare a scuola ha trasformato la mia vita in una fiaba , in una fiaba meravigliosa nella quale io ogni giorno nasco ogni giorno sto in questa morte artificiale che è il sonno e il giorno seguente risorgo e in questa intera vita che va dall’alba al tramonto io ricordo dei personaggi straordinari e fiabeschi … la lettura dell’Emilio che lessi a 12 anni mi fece intuire che dietro la proposta dell’esperienza scolastica in occidente c’è un vero e proprio mostro che è il mostro dei ruoli . Nessuno consente che l’essere umano diventi sé stesso e attraverso la scuola si viene convinti a diventare qualsiasi cosa meno che sé stessi , si diventa un ingegnere , un ragioniere , un geometra , un marito , un papa, un direttore generale , un presidente  quel che vuoi non ha importanza ma accade rarissimamente di incontrare qualcuno che sia con gli atti che con le parole possa dire : “Ecco , io sono così ‘’…’’

A scuola poi i miei figli ci sono andati dopo mille dubbi e ripensamenti ma com’è stato difficile non farsi inghiottire … e non so se ci siamo riusciti…

 

Libertà : 3 ore di lavoro al giorno

“… solo lavorando 3 ore al giorno l’umanità diventa produttiva , serena , complice , viva, lo dico non perché penso che sia giusto ma perché ne ho in me la prova straordinaria … che è l’unica cosa avere almeno 21 ore al giorno per vivere . Io queste 21 ore ce le ho da circa 40 anni e passa… in queste 3 è ovvio un’ora o due sono dedicate alla lettura…Io non ho affanno  non perché ho la zia miliardaria o perché i miei libri subiscono l’umiliazione di avere successo economico , perché ad esempio un anno mi son detto preferisco mangiare pane e cipolla , una patata condita con la libertà piuttosto che chissà quale pranzo condito con la sottomissione , io non mi sottometterò mai … io questo consiglio agli altri 6 miliardi di persone…’’

Io sono riuscita ad avere molto tempo libero scegliendo di fare la casalinga , comunque sono legata da un filo doppio a mio marito che ne lavora 12 , compresi gli spostamenti , e ai figli che vanno a scuola.

Un compromesso che mi ha dato moltissimo , anche la possibilità di inventarmi questo sito .

 

Patrimonio dell’umanità : L’ESSERE UMANO.

“Vorrei come frontespizio di questo  intervento mettere questa frase che mi pulsa dentro ogni volta che devo parlare, la frase è la seguente : “Io non ho una vanità da nutrire ho piuttosto una visione del mondo da comunicare ‘’. Questo significa che tutte le cose creativamente emozionanti che mi sono ritrovato a fare io , mi devi credere caro ascoltatore di radio3, io lo attribuisco all’essere umano che c’è in me che è operante che c’è anche in te c’è anche in tutti ; è l’essere umano che ha questa facoltà straordinaria di metabolizzare nella creatività le emozioni del presente e allora io sono emozionato per i libri che ho scritto , profondamente, a volte perfino commosso per certi film che ho fatto . calcola , caro ascoltatore,che gran parte dei film li ho fatti da solo senza troupe perché l’essere umano che è in me fosse libero di creare ciò che la sua creatività aveva urgenza e non mi interessava questa specie di finto collettivo che è la troupe …

Detto questo il rapporto che io ho con le mie opere è paradossalmente lo stesso che puoi avere tu , cioè io non solo le  leggo ma se le trovo interessanti le rileggo …

C’è un intervento quasi quotidiano di mail di lettori che mi dicono ah ho letto il tuo libro … allora io vado a vedere e cerco le tracce di questa emozione forte e la ritrovo e questo mi dà un’emozione molto grande , non ho il minimo interesse alla notorietà  invece mi affascina questa famigliarità , uno che legge un mio libro intanto mi dà subito del tu e intanto perché perché ? perché secondo me l’essere umano ha interesse ad abitare in modo clamoroso questo Pianeta , per adesso è solo un clandestino come lo è la libertà , come lo è la verità , come lo è persino la vita però io sento questa pulsione forte e voglio chiudere questo piccolo intervento con questa iniziativa che invece mi preme moltissimo : io ho fatto una domanda da 3 anni che perseguo ogni giorno alle Nazioni Unite  chiedendo appunto di proclamare L’ESSERE UMANO  PATRIMONIO DELL’UMANITA’. E questo mi aiuta anche a celebrare la festa dell’intelligenza … un’utopia in cui credere…’’.

 

La speranza è l’ultima a morire : appoggio in pieno l’idea di promuovere l’essere umano come patrimonio dell’umanità e di questo pianeta . Il nostro meraviglioso Rinascimento è stato tale perché ha creduto in questa verità che ore viene chiamata utopia .

 

 

Pagine secondarie (1): Archivio :Persefone Speaking
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