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5 gennaio 2017

Cairns, barriera corallina, Australia

 

Benvenute/i nel nuovo anno.

Ricordo che un bel po’ di anni fa, in questi stessi giorni, pregavo gli Dei che conoscevo allora e l’intelligenza della bimba che portavo in grembo di non farmi partorire  il 6 gennaio, al fine di evitare commenti scontati e a vita, che sarebbero ricorsi per il giorno del compleanno. Fui ascoltata: Cecilia nacque il 7 gennaio. Vinse il suo buon senso.  

Nella foto Cairns, Australia Nord-orientale,si affaccia sulla barriera corallina australiana, l'ultima barriera vivente e già avviata alla distruzione;mia figlia ha lavorato anche sino a 10 ore al giorno per una associazione che si promette di raccogliere fondi per salvarla. Lei è la migrante di casa.

Destino simile sta toccando a moltissimi nostri giovani italiani. Un ragazzo o una ragazza italiani, se hanno il coraggio e il sostegno, scelgono l’estero, scelta del buon senso , appunto, quello iniziale con cui mia figlia è nata. L’Italia è diventato un posto difficile  per un giovane che abbia voglia di vivere opportunità. Mia figlia in Italia non ci vuole tornare :la  burocrazia, i  treni del pendolarismo, e il servizio offerto da Unito le sono bastati, e l’idea di spedire centinaia di curriculum nel nulla non la allettava.

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Cambiando argomento ,veniamo a sapere che  due  grandi vecchi della cultura se ne sono andati, novantenni e ultra, e, secondo me, lasciando un vuoto di idee, poiché  i nostri tempi non brillano per creatività  e voglia di cultura.

 Io ho la dote di scoprire questi personaggi notevoli, spesso, quando muoiono. Beh non è mai troppo tardi  per venire a conoscenza delle loro idee e opere.

Per John Berger(  5 novembre 1926, Hackney, Regno Unito), questo scorpionaccio, dallo sguardo intensissimo, uomo libero e originale, ho trovato testimonianza nella puntata di Farehneit di Radiotre del 2 gennaio, e il video anni ’70 più sotto. La sua idea centrale che mi ha affascinato e colpito è questa: anche nel nostro guardare, la cultura ci condiziona. Neanche gli occhi sono liberi di guardare come gli va. Niente di più vero. Non a caso la veggenza da sempre trova schiere di Alberto e Piero Angela a dire che “no, non è vero, non è scientifico”. Così non ci rimane che la pallida e cupa realtà da vedere…

Comunque per gli approfondimenti ci sono i suoi libri e molti video in inglese su youtube.

Puntata di Farehneit : http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-e2e58e0a-3bf8-47e7-96bd-630a2a000cf5.html

Video anni ’70 :

Video di YouTube







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L’altro grande vecchio lo conoscevo, data la mia passione per la musica. E’ Georges Prêtre( Waziers, France, 14 agosto 1924, Leone). Di lui ci sarebbe troppo da dire, basti ricordare che ha diretto i grandi cantanti della lirica, Callas prima di tutti, e che ha lungamente collaborato con il teatro alla Scala. Desidero ricordarlo con una musica di valore immortale e che io ascolto sempre nell’edizione diretta da lui.

Debussy: "Prélude à l'Après-midi d'un faune"

Video di YouTube















3 dicembre 2016


25 anni di Thelma e Louise



…e poco è cambiato. Anzi. Siamo lì a mettere paia di scarpe rosse femminili, macchiate di sangue, in piazza e a protestare la violenza sulle donne.

Come donne abbiamo voglia di scappare due volte, una come esseri umani, e l’altra come donne calate in ruoli che ci stanno sempre più stretti.

L’America, il luogo di tutte le possibilità idealmente, è in realtà il luogo di tutte le violenze, importate ed esportate. Nata dalla violenza e sulla violenza imposta ai Nativi americani, proseguita nelle guerre civili, morirà (o è già morta?) con le guerre imposte al mondo. C’è ben poco posto per il femminile nella civiltà americana, preferisco la mia contradditoria Italia-se non altro è il luogo dove Arte è fiorita-.

Thelma e Louise sono in fuga… mi auguro che molte tra le donne che stanno leggendo, abbiano saputo riconoscere quel sottile, devastante e fuggevole piacere dell’Anima che si diletta a sentire il vento tra i capelli, in un luogo deserto e libera dai condizionamenti che intrappolano i piedi nella terra sin oltre la caviglia. Tutti ignorano dove si trovino le due donne, e loro stesse stanno esplorando momenti di vita sconosciuti, mai vissuti (l’amicizia? La condivisione? La solidarietà? L’alleanza?), che sono nati dal coraggio di aver saputo dire: ”No, non ci sto”.

Nel loro viaggio nel deserto, con macchinone americano decapottabile, Thelma e Louise raggiungono un luogo senza confini, surreale, hanno superato anche l’ultimo avamposto della società, simile a quello descritto nel Deserto dei Tartari. Certo l’epilogo è tragico, perché estrema è stata la fuga e l’America, mi ripeto, è il luogo di tutte le violenze (la politica dei loro presidenti passati e presenti lo dimostrano). Anche lo stile di fuga di Thelma e Louise è violento. E’ la risposta uguale e contraria alla violenza subita.

Mi auguro per tutte le donne tante belle fughe. Piccole fughe, grandi fughe, fughe quotidiane, fughe occasionali, fughe gentili, fughe pianificate, fughe elevate, fughe spettacolari.

Anche quella della fuga è un’arte, ci vuole stile, intelligenza, tempistica, logistica, alleanze. Dimenticare, eludere, sottrarsi, lasciar cadere sono arti su cui meditare bene. E da mettere in pratica con gentile fermezza. Impariamo a fuggire tutti i giorni un poco, a morire ai nostri vecchi incubi, a lasciar cadere le nostre ossessioni, a eludere persone che ci fanno male, feriscono, e che non sono più funzionali alla nostra crescita. Per fuggire, a volte, non bisogna spostarsi neanche di un chilometro.







19 novembre 2016

Sansone e Dalila al Regio di Torino


 

Certo le storie della Bibbia non aiutano a formarsi un’immagine del femminino originale: siamo alle solite, Dalila si innamora e il suo mondo sembra girare intorno a quest’unico amore. Nato nel deserto, sincero, sensuale, totale, normale, unico. Lei si abbandona ad esso . Sansone, è pur vero, non si incontra tutti i giorni, immagine dell’uomo solare, forte,  leonino, ispiratore di uomini, leader naturale, appassionato, sensuale. La stagione dell’amore trascorre come sospesa fuori dalla storia e dal tempo, nelle tende in riva al fiume che scorre nelle terre aride dove il popolo d’Israele vive assoggettato ai Filistei.

La storia, nell’opera lirica di Camille Saint- Saens, comincia qui, quando il Dio entra nella vita della coppia di amanti e li separa, Sansone ricorda il suo ruolo, la sua missione, il compito di riportare il popolo ebraico nella condizione di un popolo libero e di nuovo devoto, obbediente e pregante il suo Dio.

Dalila viene abbandonata.  Covano dentro di lei sentimenti opposti e simultanei: il desiderio di riunirsi al suo amante, la voglia di rivincita, l’odio, l’amore è inquinato dalla tentazione di poterlo avere in suo potere. E’ in una condizione vulnerabile. Ed è in questo momento delicato che le fanno pressione, i capi Filistei, per indurla a tradire il suo amato. Chissà perché veramente l’avrà tradito, Dalila? Ma  il benpensare ci passa sempre lo stesso clichè: quello della donna tentatrice e pericolosa di fronte a un Sansone puro e ispirato da Dio.  Forse Sansone oggi saprà che cosa vuol dire sposare la causa di un popolo e servirlo sino alle estreme conseguenze, e chissà  si starà ancora chiedendo: che cos’è l’amore veramente? Di quanti colori diversi è fatto ?Il dubbio fa parte delle coscienze umane, la scelta , si sa, lascia sempre una zona inesplorata del nostro essere, delle nostalgie, un’ombra.

Dunque Dalila, seppur tra le esitazioni e le angosce accetta di tradire Sansone.

Video di YouTube


Borodina e Placido Domingo nell'aria "Mon coeur s'ouvre a ta voix" , purtroppo non ho trovato un video con Gregory kunde e la Daniela Barcellona

 Gregory Kunde e Daniela Barcellona al Regio di Torino


Nella scena più celebre della seduzione di Dalila, l’aria “Mon coeur s’ouvre a ta voix”, noi non sappiamo quanta disperazione, rabbia, potere e amore alberghi nel suo cuore nel momento in cui ancora una volta cerca una parola d’amore di Sansone. In cambio di un rinnovato “Je t’aime” , ancora e ancora, Dalila è disposta a perdere per sempre Sansone. Il destino di Sansone è grande, nel momento alto e nella caduta, è un destino sotto il segno del Leone che non bada a spese, è generoso. La fiamma del fuoco interiore, la corrente d'amore scorre potente in Sansone ed essa non fa distinzioni: tanto agisce possente quando è ispirata dal Dio tanto lo è per Dalila. Sansone si lascia tradire.


Sansone è in catene, al buio, cieco, nella notte dell’Anima. Perduto al suo Dio e all’amore. C’è il tema dell’espiazione, la fatica fisica e la prigionia sono i modi della purificazione. Sansone ritrova la sua forza morale e fisica. Pone fine al suo tormento con una morte spettacolare, nello spezzare le catene della sua prigionia , spezza anche le catene dell’asservimento del suo popolo ”Muore Sansone con tutti i Filistei”, uccidendo in un solo giorno più uomini di quanti ne avesse uccisi in vita, così dice la Bibbia.

 Diciamo che la santità è ancora un miraggio per tutti in questa storia.

Cosa dite? Sansone, Dalila, i capi Filistei, gli ebrei stessi saranno ancora lì a meditare sui fatti accaduti e sulle domande che essi sollevano. Cos’è la passione? E la voce del Dio ? Il tradimento è una ferita che si può perdonare? E la colpa? Il senso di colpa è una trappola? Uccidere è ancora una soluzione? La cecità , la fatica del vivere, la sete di esercitare potere sul cuore di un uomo o su un popolo… Morire è il modo migliore per resettare tutto e smettere di inoltrarsi in  antri troppo bui da percorrere ? Morire è un prezzo troppo alto per vivere secondo coscienza?

In quanto alla regia avrei preferito un po’ più di colori solari, in fondo Sansone è un figlio del sole, e il deserto è il suo giardino preferito. Anche il baccanale finale è sensualità e questa ha bisogno non dei grigi e dei blu… Il ballonzolare dei membri dei ballerini mi hanno un po’ distratta e secondo me non ha reso la scena più provocante o scandalosa rispetto a come poteva essere resa, pur avendo rallegrato l’animo delle signore e degli omosex in sala.

Gregory Kunde bravissimo, Daniela Barcelona meno convincente nella parte di Dalila.


Infine la migliore di tutte: Ritaaaa! E  Il direttore Pinchas  Steinberg  è sempre molto amato e apprezzato dall’orchestra del Regio.

 

Video di YouTube


Le prove dello spettacolo al Regio di Torino


 

 




13 settembre 2016

Biglino Superstar

Mauro Biglino le sue conferenze e i collegamenti con accademici, studiosi, ricercatori, scienziati, storici, archeologici, egittologi, sumerologi. Argomento:la Bibbia, lettura letterale.

Innanzitutto grazie.

Mi sono fritta il cervello ad ascoltare molte conferenze di Biglino e dei conferenzieri ai quali si accompagna man mano che la ricerca si amplia e si arricchisce. Ho preso in mano la Bibbia per verificare la sue citazioni, sto leggendo molte volte il Vangelo di Marco per poi leggere quello di Giovanni per capire delle cose , secondo il suo consiglio. Ho persino tirato fuori il vecchio dizionario di greco antico, finalmente l’ho consultato con interesse.

 Mi piace la sua esposizione e la chiarezza di impostazione, il suo astenersi da interpretazioni per aiutarci a capire la lettura letterale della Bibbia, dandoci quindi strumenti per farci la nostra idea e sviluppare il nostro senso critico. Infatti non sentivamo il bisogno dell’ennesima verità dogmatica assoluta.

La parola Elohim, El, Elyon, Iahweh, Adamo ed Eva e il frutto dell’albero della conoscenza, il giardino dell’Eden, la cacciata dal Paradiso, Noè e la sua progenie che avrà una vita lunga  solo di 120 anni, i Malachim , il profumo del grasso animale che tranquillizza gli Elohim, Sodoma e Gomorra e le armi di distruzione di massa, i Cherubini, Baal Peor e gli altri Elohim, i Nefilim e le costellazioni, gli Zeoi greci, l’Iliade, l’Odissea e il giardino dei Feaci,  la distruzione del tempio di Gerusalemme nel 70 d.C. ad opera dei Romani, Giuseppe Flavio…questi gli argomenti di indagine delle conferenze di Mauro Biglino, sempre facendo finta che quando al Bibbia vuole dire una cosa voglia dire proprio quella. Questa è la sua ipotesi di lavoro.

Per quanto riguarda le referenze di Mauro Biglino andatevele a cercare o ascoltatele all’inizio della prima conferenza in cui  presenta il suo lavoro di biblista.

 E adesso tutti i video delle conferenze che ho ritenuto interessanti per scoprire il lavoro svolto da Mauro Biglino:

Una conferenza del 2012, i concetti base

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Il confronto con i teologi a Milano nel 2016

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A Catania nel 2016 e conferenze di altri tre relatori

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Enrico Baccarini a Catania nel 2016, studioso della cultura indiana, parallelismi con gli Elohim della Bibbia,e con la distruzione di Sodoma e Gomorra. Parte prima

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e parte seconda

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Biglino con Pietro Buffa, ricercatore genetista, alla Gam di Torino

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intervista radiofonica  , faccia a faccia Buffa-Biglino

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22 agosto 2016
Care amiche e amici, compagne e compagni di viaggi interiori, eccomi di nuovo qui tra le pagine e le pieghe del web, che-peccato- non si stropiccia, complicata e rigenerata più che mai e alleggerita da nuove conoscenze,perchè la conoscenza non è un peso, non è un fardello, è cavalcare l'onda sempre nuova, quella vecchia è già passata.
Vento e acqua, sono l'immagine di quel moto che mi ha rimessa in cammino, si chiama Feng Shui.
L'armonia creata in casa grazie ad esso, riflette un'armonia famigliare di tipo nuovo e sempre in mutamento.
I viaggi di compleanno mirato, secondo il metodo dell'Astrologia Attiva di Ciro Discepolo, hanno portato la mia vita e la nostra di famiglia a guardare a nuovi orizzonti. 
Naturalmente sono qui anche per dirvi che sono pronta a mettere a disposizione di chi lo voglia e ne fosse interessato, l'acquisizione di queste grandi arti messe in piccolo talento mio.

Intanto ho selezionato un video che ho trovato, cercando nel grande mare di internet,  così in sintonia con quello a cui tendo e che penso, comunicato con quella chiarezza e quel garbo e quella vaghezza che tanto mi affascinano quando raramente  trovo queste qualità.
Elemire Zolla ci parla del viaggio interiore, del mito dell'androgino, e della perfezione del femminile nella maga Circe. Ascoltate, ascoltate:

Video di YouTube









10 febbraio 2016

Esempio di giardino giapponese seconda l'arte Feng Shui

Questo sito è attivo e costantemente aggiornato dal 2011, scrivere ed esprimere idee sentimenti e racconti è un’esperienza meravigliosa. Per motivi di spazio ho via via cancellato le pagine più vecchie della Home e lasciato solo le più recenti. Attualmente sono impegnata a esplorare nuovi territori di conoscenza che mi stanno impegnando e appassionando molto; essi sono: l’arte di Urania cioè l’Astrologia secondo il metodo  di Ciro Discepolo e in particolar modo lo studio delle Rivoluzioni Solare Mirate e dei viaggi mirati di compleanno, e il Feng Shui l’antica e millenaria arte di sapersi armonizzare con l’energia dell’ambiente.

Ho molte idee imbozzolate e tracce per futuri racconti, ho anche pensato che essi potrebbero essere lo spunto per delle serie televisive innovative, o per dei film, in quanto seguono il filo evolutivo di un’anima e svolgono la  trama di un  grande respiro, il percorso unico e individuale verso la conquista di sé stessi , attraverso scenari, epoche storiche diversissime tra di loro e le  tematiche  più disparate .

Spero che ai miei racconti Karmici possano aggiungersi i racconti di tante altre persone che avendo cercato di dipanare la matassa delle proprie memorie e svolgendola hanno scritto sulle pagine di Madre Terra pagine tragiche, cupe, ora meravigliose, epiche o banali, non importa , comunque tutte vere e valide perché semplicemente vissute.

Tutti arriveremo in cima alla montagna, ognuno ci sarà arrivato seguendo la propria traccia e il proprio sentiero ,a modo suo, e questa è la meraviglia del vivere.

Continuo ad essere aperta allo scambio su qualsiasi delle tematiche in questo sito espresse, e disponibile al dialogo e alla revisione.

 La mia mail la potete trovare nella pagina dei “Contatti”.

 Vi ringrazio.


 Questo è un esempio di Rivoluzione Solare mirata, gentilmente studiata dal maestro Ciro Discepolo per mio marito per l'anno in corso. E' stata realizzata spostando leggermente le coordinate e ottenendo lo stesso risultato per il Monte Ararat in Turchia.













13 gennaio 2016

Care amiche e cari amici sospendo temporaneamente l'aggiornamento del sito a causa di ristrutturazione interiore, fa parte del viaggio.





1 gennaio 2016

Mi auguro un nuovo anno in cui proviamo a restare umani ,ad aprire le porte della nostra disponibilità a chi sta peggio di noi, senza paura, e anche se noi stessi siamo in difficoltà.

E soprattutto mi auguro che più aria, vento ed acqua, scorrano e veleggino nelle nostre anime,- ce n’è bisogno-.

Ci ho messo una vita a capire che cosa mi affascinava nei quadri di Claude Monet e mi sfuggiva e non sapevo dire, ora riesco a intravederlo e  grazie alle sue stesse parole.

Nella mostra alla Gam di Torino di questi giorni ,sono esposti non solo i suoi quadri ma anche le sue idee:

 

 Claude Monet : donna con parasole girata a destra.

"Voglio dipingere l'aria nella quale si trovano il ponte, la casa, il battello. La bellezza dell'aria in cui sono immerse, e la cosa è non meno che impossibile".

"Il motivo è insignificante, quel che voglio riprodurre è quanto c'è tra il motivo e me".

Claude Monet






20, 21, 22 dicembre SOLSTIZIO D'INVERNO

Becco dell'Aquila, Susa Valley

Da questo luogo meraviglioso scoperto e valorizzato dall'amico Andrea, il Rubiana Jones della Valle di Susa, ci si affaccia come da un balcone sulla valle e si rinnova l'emozione del solstizio aspettando che il sole attraversi una canalina orientata proprio verso l'Ovest del solstizio invernale. Nel momento in cui il sole con il suo raggio illumina il piccolo tunnel di pietra, un grosso rapace vola basso sopra le nostre teste, con un suono sibilante e potente che ci lascia stupiti e con la sensazione che lo spirito del luogo ci abbia fatto visita.
Momento magico, di sospensione del tempo, il solstizio è Sol-Stazio, sole che si ferma per tre giorni e staziona, scendendo, nello stesso punto al tramonto. Questo fenomeno lo possiamo sentire nei nostri corpi come momento di pace, come un rallentamento che ci induce a riposare e percepire per tre giorni, con più facilità, ciò che va al di là del tempo lineare.
Ecco il momento in cui il Sole comincia a fare capolino nella canalina.

Aspettando il momento magico
C'est moi al momento del tramonto
Becco dell'Aquila,Luce diffusa dopo il tramonto, i momenti dell'alba e del tramonto sono momenti speciali in cui ci si può nutrire più facilmente di Prana.



16 dicembre 2015

 

Tengo le mie mani intrecciate

dito con dito, palmo nel palmo,

le braccia allungate davanti al mio seno,

il collo e il capo appoggiati al cuscino di lato e

sento  il palpitare quieto del mio cuore.

Mi è dolce riposare sul divano in questo modo,

dopo tanto lottare e invano e per un qualcosa

che adesso batte lieve e calmo

e caldo dalla mia mano alla mia mano.

Tengo le mie mani intrecciate tra di loro,

sono buone  e semplice è quello a cui volevo arrivare,

questo tepore, questo lasciare,

questo fidare che non c’è niente da cercare.






8 dicembre 2015

Famiglia Notav

8 dicembre 2015, popolo Notav sulla statale 25, al bivio per Venaus, eravamo circa in 20.000 persone.


Come tutte le famiglie anche quella Notav ha le su ricorrenze da festeggiare, e l’8 dicembre 2015 ricorre il decennale della presa di Venaus e dei territori che erano destinati alle perforazioni e ai tunnel.

La famiglia Notav è una famiglia mista di figli di Marte e di Venere. C’è tutta la forza di Marte quando si combatte, si manifesta e si fa strategia ( c’è anche la tenacia di Saturno quando si resiste da più di vent’anni), e c’è la forza della Venere perché c’è l’amore per la propria terra e i propri figli. Chissà che i nostri figli o nipoti , o pronipoti non possano, in un giorno di nuovo felice, posare il capo tra i seni caldi versanti latte bianco, di una madre terra non più inquinata…

 

8 dicembre 2015, statale 25 tra Susa e Venaus, come sempre erano presenti i Sindaci della valle e cintura di Torino, molti rappresentanti di comitati per la difesa del territorio sparsi per tutta l'Italia, e la novità dei giovani  No Borders per la difesa dei diritti dei migranti e per l'abbattimento delle frontiere.



5 dicembre 2015


Religioni del dio unico

Che la violenza sia comune a tutte e tre le religioni monoteistiche  è un’idea che mi ha ricordato le conversazioni avute con Dalide, che ho amato per molti motivi, ma soprattutto quando mi ha aiutato a rispolverare e tirare fuori dal cassetto quello che sapevo già per esperienza lontana. Ho sempre saputo che Marte si è fatto più virulento da quando sono nate le grande religioni monoteistiche , e che in fondo Venere, l’amore, essendo libero, non può, non potrà e non ha mai potuto essere contenuto  in nessun dogma religioso, e che di conseguenza vive in esilio (chissà in quale pianeta…).

Ho ascoltato la breve presentazione (Radiotre, Paginatre) del libro “Violenza e Islam” , ed Guanda, del poeta siriano Adonis e della psicoanalista  Houria Abdelouhed, che parte proprio da questa considerazione, e mi trova d’accordo su tutto il resto dell’esposizione.


Qui il link di riferimento  dell’intervista agli autori del libro:

http://www.rivistastudio.com/standard/islam-e-barbarie/

E non perdetevi le meravigliose  idee di James Hillmann  per capire le radici della violenza delle nostre società , esposte nel capitolo quarto dl libro “Un terribile amore per la guerra”, ed. Adelphi, intitolato “La religione è guerra”.


Ringrazio per questi bei momenti culturali gli autori dei libri menzionati, Dalide che ormai ci guarda dal cielo, la mitica Radiotre ,e il mio ferro da stiro senza l’attività del quale stamattina non avrei ricordato tutto ciò.


28 novembre 2015, domani conferenza sul clima a Parigi

Venere e Marte

Melbourne: Marcia globale per il clima. 60.000 venusiani in marcia, cioè 60.000 persone sensibili alla Natura, cioè alla Venere.

Venere simboleggia anche il principio femminile in carne ed ossa, la Madre Terra, la Natura, le piante, gli alberi, i fiori, le nuvole,l'aria, gli orti, i commerci equo e solidali,  le acque, i laghi piccoli e grandi, i ruscelli, i fiumi, le foreste, i boschi, i giardini di casa e i vasi che teniamo sul davanzale...... Marte, in questo momento storico, rappresenta l'agente inquinante, il distruttore dell'armonia delicata del nostro ecosistema.
Ci vogliono queste marce, organizzate da Avaaz, per ristabilire un equilibrio nella nostra coscienza e in quella di tutti, per capire che la morte per malattia, e per inquinamento è la nostra vera terza guerra mondiale. Se dovessimo paragonare il numero di morti per terrorismo con quello dei morti per malattie da inquinamento ( e chissà che non sia una forte componente dei tumori e dei cancri che ormai ci stanno decimando), povertà, fame, ci accorgeremmo della sproporzione e dove sta il vero problema.
Domani 29 novembre alle 14 ci sarà una marcia a Torino a partire da Piazza Castello.La marcia sarà sincronizzata con altrettante marce organizzate in tutte le principali città del mondo, per dare un segnale ai capi di Stato che si riuniranno domani a Parigi per discutere i temi sull'emergenze climatiche mondiali.

Ecco il link di riferimento:
https://secure.avaaz.org/it/event/globalclimatemarch/Indossa_qualcosa_di_verde_e_scrivimi_se_vuoi_dare_una_mano

E la lettera di Avaaz:

La più grande marcia per il clima della storia è questa domenica, e noi ci saremo. 

Perché? Perché il giorno dopo i capi di Stato di tutto il mondo si incontreranno e potrebbero finalmente firmare l’accordo che ci può far evitare una catastrofe planetaria. 

Da sempre le marce hanno contribuito a cambiare il corso della storia: da quella di Martin Luther King a Washington che preparò il terreno per la fine della segregazione razziale, alla Marcia del Sale di Gandhi, che mise fine alla dominazione britannica, fino ad oggi: questa è la Marcia del nostro tempo, la marcia che potrebbe assicurare la sopravvivenza di tutti noi. 

È da otto anni che la nostra comunità si prepara a questo momento. Ora siamo pronti: è arrivato il momento di scendere in strada per questa giornata storica...(segue)





26 novembre 2015
Venere e Marte

La Venere rappresenta anche la diplomazia in opposizione agli ordini imperiosi che vogliono pronta obbedienza di Marte; ed è con piacere che stamattina accolgo la notizia che grazie ad un intenso e sotterraneo lavoro diplomatico sono state scongiurate ulteriori azioni violente e future prese di posizioni inappellabili e dure da parte delle due nazioni protagoniste di grande tensione politica del momento, Turchia e Russia.
A questa notizia, immagino, non si darà rilevanza da titolo a nove colonne sui giornali che, come al solito, preferiscono, essendo ancora in mano a chi vuole questo, presentare scenari di terze guerre che non avverranno piuttosto che privilegiare l'enorme sforzo diplomatico (di forze reali, positive e costantemente operanti) che in questi anni non ha evitato il terrorismo e le guerre locali, ma la terza guerra sì.
Ancora una volta la Venere è riuscita a calmare Marte.
Eccola placida, consapevole e bella guardare lontano, oltre e dietro un Marte pacificato, da più di cinquecento anni, nel quadro di Botticelli del nostro Rinascimento, esposto alla National Gallery di Londra.






16 novembre 2015
VENERE E MARTE
 

In un mondo dominato dalla Forza di Ares (Marte) che distrugge fa guerre attentati e predomina sul debole, per creare equilibrio bisogna invocare la forza di Venere, dell’amore e della bellezza.

Cercherò di mostrare qualche esempio sulle opere di Venere.

Cominciamo con il film documentario del regista Werner Herzog girato nel 2002 :“Kalachakra la ruota del tempo” , a mio parere una testimonianza sulla bellezza della preghiera.


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6 novembre 2015

Legami spezzati


Non ho mai vissuto in Sicilia e l’ho visitata poche volte, eppure il mio cinquanta per cento di sangue siculo mi chiama sempre e produce una sottile indecifrabile nostalgia, come se avessi dimenticato di allevare un figlio, di nutrire la mia radice destra. E’  la migrazione senza ritorno a lasciare  vuoti culturali ,smarrimenti viscerali . Così li cerco sempre per riconoscermi. Mio padre se ne andò prestissimo dalla sua Sicilia e la dimenticò, non ne fece quasi più parola, come non si parla più di un lutto lontano. Ma dentro di me la Sicilia è presente con grande forza, l’ho ereditata per via inconscia diretta.

Adesso anche molti dei nostri figli stanno migrando verso le terre di lingua inglese e io mi chiedo in che cosa troveranno mai radici questi giovani. Negli affetti? Nelle nuove famiglie? Nel businness? Cosa si inventeranno per sentirsi legati alla terra che abitano? La sentiranno loro ? Si sentiranno figli di questa nuova terra? E questi sistemi sociali così duri nelle regole del profitto come li modelleranno? E come cambieranno le regole di questi sistemi sociali col loro arrivo?

E se la corsa dei nostri figli fosse un modo per sfuggire il tempo tiranno che ci ruba gli anni? Avranno il tempo o  no di cambiare il mondo?

Eccolo detto in siciliano:

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Cantata da Olivia Sellerio, è la sigla del Giovane Montalbano


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 Rosa Balistreri,  dalla Sicilia delle donne vere




Dall’enciclopedia delle donne


Rosa Balistreri


 


Licata (Agrigento) 1927 - Palermo 1990


«Si può fare politica e protestare in mille modi, io canto. Ma non sono una cantante… sono diversa, diciamo che sono un’attivista che fa comizi con la chitarra».
Rosa nasce in una famiglia poverissima; la madre lavora in casa mentre le uniche entrate di denaro provengono dai piccoli lavori di falegnameria del padre. A sedici anni viene data in sposa a Gioacchino Torregrossa, un uomo che, molti anni dopo, in un concerto, Rosa avrebbe definito «latru, jucaturi e ‘mbriacuni». 
Il matrimonio, da cui nasce l’unica figlia oggi vivente, Angela Torregrossa, finisce in tragedia il giorno in cui Rosa, avendo scoperto che il marito aveva perso al gioco il corredo della figlia, lo aggredisce con una lima e, credendo di averlo ucciso, va a costituirsi dai carabinieri: sconterà sei mesi di galera.
Per mantenere la figlia e aiutare la sua famiglia di origine Rosa fa molti lavori: dapprima in una vetreria, poi come raccoglitrice e venditrice di lumache, capperi, fichi d’india e sarde ed infine a servizio in una famiglia nobile di Palermo, dove mette la figlia in collegio. In questo periodo impara a leggere e scrivere. 
Si innamora del figlio del padrone e rimane incinta; Rosa si vede costretta a fuggire e poi a scontare altri sei mesi di carcere, perché accusata di furto. Uscita dal carcere trova lavoro come sagrestana e custode della chiesa degli Agonizzanti a Palermo; vive in un sottoscala insieme a suo fratello Vincenzo, invalido, che impara a fare il calzolaio. Non avendo ceduto alle molestie del prete viene mandata via, e lei, rubati i soldi delle cassette dell’elemosina, parte col fratello Vincenzo per Firenze: lui lavorerà in una una bottega di calzolaio e lei a servizio in case signorili. 
Richiamata a Firenze anche la madre e una delle due sorelle, Rosa apre con loro un banchetto di frutta e verdura al mercato di San Lorenzo. La sorella Maria li avrebbe raggiunti in seguito, scappando coi figli alle prepotenze del marito. Ma, poco dopo la fuga, l’ex marito la uccide. In seguito alla tragedia il padre di Rosa si toglie la vita impiccandosi.
Nei primi anni Sessanta Rosa incontra il pittore fiorentino Manfredi Lombardi, e con lui vivrà per dodici anni. Durante questo periodo allarga la cerchia delle sue amicizie e viene a contatto con il mondo degli intellettuali del suo tempo. Nel 1966 partecipa allo spettacolo di canzoni popolari portato sulle scene da Dario Fo, dal titolo 
Ci ragiono e canto. Ha quarant’anni, il volto segnato da una vita tanto intensa e faticosa, gli occhi limpidi e sicuri di chi porta fino in fondo le proprie battaglie; la sua voce ha un timbro arcaico e diretto: la sua presenza drammatica rimane ben impressa negli spettatori, come le canzoni popolari siciliane che interpreta, nelle quali si racconta non solo la miseria ma anche l’orgoglio e lo sdegno del popolo.
«Ho imparato a leggere a 32 anni. Dall’età di sedici anni vivo da sola. Ho fatto molti mestieri faticosi per dare da mangiare a mia figlia. Conosco il mondo e le sue ingiustizie meglio di qualunque laureato. E sono certa che prima o poi anche i poveri, gli indifesi, gli onesti avranno un po’ di pace terrena». Così si presenta Rosa ad un giornalista che l’intervista nel 1973 in seguito alla mancata partecipazione al festival di Sanremo, dove la sua canzone dal titolo
Terra che non senti era stata esclusa all’ultimo minuto. Questo episodio suscita molto fragore, al punto che Rosa viene considerata da molti la vera vincitrice del festival di quell’anno: «Li ho messi tutti nel sacco. Le mie storie di miseria provocheranno guai a molti pezzi grossi il giorno in cui l’opinione pubblica sarà più sensibile ad argomenti come la fame, la disoccupazione, le donne madri, l’emigrazione, il razzismo dei ceti borghesi… Finora ho cantato nelle piazze, nei teatri, nelle università, ma sempre per poche migliaia di persone. Adesso ho deciso di gridare le mie proteste, le mie accuse, il dolore della mia terra, dei poveri che la abitano, di quelli che l’abbandonano, dei compagni operai, dei braccianti, dei disoccupati, delle donne siciliane che vivono come bestie. Era questo il mio scopo quando ho accettato di cantare a Sanremo. Anche se nessuno mi ha visto in televisione, tutti gli italiani che leggono i giornali sanno chi sono, cosa sono stata, tutti conoscono le mie idee, alcuni compreranno i miei dischi, altri verranno ai miei concerti e sono sicura che rifletteranno su ciò che canto» («Qui Giovani» del 22 marzo 1973).Dopo la partecipazione a Ci ragiono e canto, inizia a incidere dischi. Nel 1971 si trasferisce a Palermo, dove frequenta persone come il pittore Guttuso e il poeta Ignazio Buttitta, che scrive per lei numerose liriche andatesi ad aggiungere al suo già vastissimo repertorio, e che diceva di lei: «ogni volta che cercheremo le parole, i suoni sepolti nel profondo della nostra memoria, quando vorremo rileggere una pagina vera della nostra memoria, sarà la voce di Rosa che ritornerà a imporsi con la sua ferma disperazione, la sua tragica dolcezza …».
Dopo la sua morte, avvenuta a Palermo nel 1990, la memoria di Rosa Balistreri si è appannata, ma negli ultimi anni i suoi eredi (in particolare il nipote Luca Torregrossa) lavorano per recuperarne il valore e la fama. Inoltre l’editore Francesco Giunta sta raccogliendo in CD la sua vastissima produzione, sparsa in molte registrazioni di concerti e in dischi delle più svariate case discografiche. Grazie al suo interessamento, nel 2008 Palermo e Firenze hanno dedicato a Rosa Balistreri un concerto con quattro importanti cantanti della canzone popolare italiana (Lucilla Galeazzi, Clara Murtas, Fausta Vetere e Anita Vitale), accompagnate dall’ensemble I pirati a Palermo.In un’intervista a «Noi Donne» la cantante Lucilla Galeazzi ha detto a proposito del modo di cantare di Rosa: «fare politica attraverso la canzone popolare non è solo qualcosa di esplicito e legato ai fatti del momento, ed è nel “come” non solo nel “cosa”. Lei portava avanti la voce del popolo, cantava le canzoni che appartengono a tutti, che sono “comuni” fin dalla loro radice e alle quali non è possibile apporre alcun tipo di copyright. […] A me Rosa piace come canta e cosa canta, cose che non vanno mai distinte, anche la ninna nanna è contestataria: la ninna nanna non la canta certo la donna borghese che può permettersi la balia, ma la mamma proletaria che l’indomani deve svegliarsi alle quattro di mattina per andare a lavorare, e si sente disperata perché il bambino non vuole dormire. Ecco allora che Rosa aveva la capacità di trasmettere la disperazione, di renderti compartecipe del lamento di questa donna: e anche questo è fare politica».


 


 












17 ottobre 2015

L'arte è sempre la possibilità di bere alla fonte della rigenerazione, un modo per riprendere respiro in mezzo a questo mondo squilibrato e scuro dei pianti di troppa gente, non li sentite quando andate a letto?

Così vi parlo di Aida, l'opera lirica di Giuseppe Verdi, considerata dai nostri carissimi amici della Barcaccia, Michele Suozzo ed Enrico Stinchelli, la più bella di sempre, e che in questi giorni è rappresentata al Regio di Torino. Ho assistito alla seconda recita con la seconda compagnia.
Sarà possibile vederla in streaming gratis in diretta dal Regio a partire dal 24 ottobre:

http://www.theoperaplatform.eu/en/opera/verdi-aida#xtor=CS3-30-[Torino]


La scena dell'investitura di Radames: il rito religioso in cui gli verrà consegnata la spada consacrata ai Numi. La regia è di William Friedkin (il regista oggi quasi ottantenne del film "L'esorcista" è venuto a Torino accompagnato dai Rothschild, dall'attrice Candice Bergen e molti amici "Billionaire", una cinquantina, per visitare anche il museo egizio...ma che cosa sono venuti a fare veramente a Torino, oltre alle loro cenette, mi domando?)


La grande scena della marcia trionfale, con i balletti. Gli interpreti ci sono piaciuti molto, bravissima Anna Pirozzi in Aida, Anna Maria Chiuri in Amneris, che dizione chiara!, e Dimitri Platanias in Amonasro (mi piace molto quando canta "Anch'io pugnai"). Radames era un po' schiacciato dalle supervoci femminili, ma comunque ha fatto la sua parte, era Riccardo Massi.

 Qui in scena Amneris con le sue ancelle e le acque, sullo sfondo la riproduzione fedele di affreschi originali dell'antico Egitto, molto raffinata.

IL direttore Gianandrea Noseda in una recente intervista ho rilasciato questo interessante commento sull'Aida:


Gianandrea Noseda, nell’approfondito studio condotto in anni di interpretazioni, afferma: Aida è un’opera sorprendente, nella quale Verdi vuole superare i limiti della tonalità. È anche un’opera intimista e il finale del secondo atto, quello della celebre marcia trionfale, serve a mettere luce, per contrasto, alle pagine più profonde, nascoste e spirituali. È sola Amneris, figlia di Re; è sola Aida, schiava in un paese straniero; persino Radamès, il condottiero, è solo e si lascia scappare un segreto militare. Tutti i protagonisti di quest’opera vivono la loro solitudine. L’Orchestra, dal canto suo, deve dimostrare il proprio carattere: è un personaggio come gli altri, deve dialogare e partecipare all’azione»

Video di YouTube

 Marcia trionfale e balletto con Roberto Bolle, ma la coreografia del balletto del Regio a me è piaciuta di più.



Qualche link di riferimento per le arie più celebri:

https://www.youtube.com/watch?v=j8gkIPg7pw0  ;Franco Corelli in "Celeste Aida", qui siamo nell'Olimpo della voce umana, diminuendo finale perfetto.


https://www.youtube.com/watch?v=Y6BtHS7C2oI : Jonas Kaufman, l'attuale re della lirica, nella stessa aria


https://www.youtube.com/watch?v=jJW73RrbR1k :

oh cieli azzurri  oh dolci aure native diretto da Karajan


https://www.youtube.com/watch?v=MHprJDXpDko : scena finale con Mario Del Monaco, con "Addio bei tempi passati"

 Ringrazio come sempre Rita detta Ritonzola, amica, violista al Regio, eternamente nascosta in buca, nonché vicina di casa e compagna di viaggi, che mi stimola a rinnovare la mia passione musicale. Devo dirle che questa volta il loro amato e odiato Noseda mi è piaciuto e l'orchestra mi è sembrata veramente in forma. Grazie mille.



























15 ottobre 2015


Cari amici, è dal 2011 che aggiorno questo sito, ma esso mi costringe-non potendo contenere più di 100 MB- a fare come i monaci tibetani che, terminato il loro puzzle collettivo fatto di sabbia colorata, lo ringraziano e lo distruggono, per tenere sempre a mente che tutto in questo mondo è effimero. Così ho cancellato quasi tutta la mia pagina Home. Proseguirò con nuovi aggiornamenti fatti di notizie, poesie , emozioni, incazzature, bellezza , nostalgie e arte. Grazie


4 ottobre 2015

Oggi manifestazione non autorizzata a Ventimiglia

E' successo anche al confine tra Italia e Francia a Ventimiglia.
Scrivono i giornali che hanno sgomberato il presidio La Bolla che offriva protezione e rifugio ai migranti d'Africa provenienti dai luoghi di guerra, come Eritrea e Sudan. Ma non scrivono che non è stato uno sgombero rispettoso dei migranti  e dei volontari, che è stato violento, eseguito senza preavviso, senza mediazioni, senza accordi, senza rispetto per la sofferenza dei migranti, senza considerazione per il lavoro svolto dai volontari e chi li sostiene, con spregio per gli oggetti, le tende, le coperte, per il cibo che è stato preso a calci.
Dove c'è esempio che brilla come una stella nel nero deserto arido di cuore della nostra società, là arriva il diavolo, puntuale.
C'era troppa solidarietà, voglia di integrazione, amicizia, voglia di conoscersi, di ascoltare, di raccontare le proprie storie di vita, di scambiare, di confrontarsi, di offrire una mano, di pensare e riflettere sulle cose del mondo, sulle nostre politiche, sul rapportarsi con dignità da pari a pari. C'erano i giovani. E noi li abbiamo calpestati con le ruspe.
Diavolo non è una parola vecchia, né fuori luogo, né paurosa, è la realtà. Significa semplicemente "ciò che divide", dal greco Dià che vuol dire dividere, separare, allontanare ciò che è unito in due.
Ecco oggi stiamo uniti almeno nel pensiero (e spero che i giovani liguri siano presenti fisicamente) a chi manifesta a Ventimiglia per far sapere al mondo cosa è successo e per seguire la spinta della propria coscienza.
I ragazzi migranti sono stati raccolti in parte alla Stazione di Ventimiglia e in parte mi sembra spediti a Genova e, credo, rimpatriati. Ho notizie imprecise. 





20 settembre 2015

Presidio di Ventimiglia

Non sono preparata all’evento, sono venuta qui al mare per staccare come si suol dire, macchè staccare, la corrente della vita ti prepara sempre nuovi eventi. Accompagno Cecilia a fare una consegna da parte del comitato NOTAV di Sant’Ambrogio destinato al presidio di Ventimiglia. Sono coperte, vestiti per i migranti fermi alla frontiera di Ventimiglia in attesa di poter passare in Francia(sono circa un 150). E’ il solito posto border line, ai confini della realtà, ma purtroppo vero che mi ricorda subito le mie esperienze di presidio NOTAV. Solidarietà portata avanti da giovani politicizzati e non, comunque volenterosi, fatta di tende, gabinetti in costruzione con  doccia, mensa condivisa, divani di fortuna, persino un calcetto, musica, un giocoliere accenna a qualche gesto virtuoso, ma qui pochi hanno voglia di ridere.

 Perché sono qui a fotografare? Per il mio sito? Poveri noi a cosa mi riduce l’ansia da web! Perché fotografo chi ha sofferto e ha una storia terribile da narrare e vuole nascondersi per rimanere clandestino e poter passare quella dannata frontiera? Cancello tutte le foto tranne quelle dei manifesti. E dire che sino ad un’ora fa –nell’economia del tempo dell’Anima- ero io ad essere dalla parte di chi era annichilito, distrutto e invaso dalla curiosità per la mia e la nostra diversità… ma al diavolo le foto e il web e il cellulare. In questa giornata di sole nelle facce di questi ragazzi splende poco sole, eppure sento dire ad uno di loro, mentre siamo in coda per prendere il piatto di pasta e le verdure, “Ehi ciao scroccone!” rivolto ad un amico: pochi mesi in Italia e già saper dire e scherzare con la parola scroccone non è male-penso- mi sa che questi ci bagneranno il naso appena possono, e faranno bene.

Il grande Rol in una sua previsione disse che nel 2020 in Italia ci sarà il 60 per cento della popolazione di colore. Beh qui ci siamo già, e se non nel 2020 ma più avanti nel tempo penso sarà vera la sua realizzazione.


20 settembre 2015, Ventimiglia confine con la Francia, poco più in là il ricco porto di Garavan e le spiagge. Ma i confini non erano spariti? Come mai adesso valgono di nuovo? Un po’ ci sono e un po’ non ci sono…a seconda.



Il presidio si chiama La Bolla. Qui il manifesto di solidarietà del Movimento NOTAV sempre in collegamento con gli ultimi aventi diritto. Tra l’altro il sindaco qui ha fatto divieto di aiutare gli immigrati, ogni atto di solidarietà è fuori legge!  Ho visto offrire non solo cibo ma anche conoscenza: una ragazza con tanto di lavagna magnetica, tiene lezioni di Arabo-francese ad una attentissima e volenterosa assemblea. La lezione di oggi: i numeri.

Oggi, domenica, era anche il giorno dell’assemblea dei volontari che facevano il punto della situazione. Ah quante parole già sentite a partire dalle assemblee degli anni ’70…alle ragazze e ai ragazzi non basta aiutare, vogliono di più, vorrebbero cambiare il mondo. E allora ecco uscire puntuali le idee di rivoluzione, di azione violenta. Nel tempo io mi son formata la mia personale opinione in merito, un po’ sofferta e senz’altro incompleta, ma penso che pitost che niente, preferisco pitost.Quindi quello che sta succedendo qui è un dignitoso  Pitost. E poi se proprio vogliamo parlare di rivoluzione, osservato che sono fallite tutte, penso che la rivoluzione valida e possibile, quella che in parte può riuscire, sia la rivoluzione interiore, cioè portare il cambiamento dentro di noi. A questo proposito vorrei dire a questi ragazzi che forse non avranno cambiato il mondo e non lo cambieranno, ma di sicuro lo sguardo della loro coscienza sarà completamente cambiato, dopo questa esperienza, sarà ricco di nuove acquisizioni, nuove sensibilità, e questo è la cosa che conta e fa il vero cambiamento.









17 settembre 2015, domani, a Dio piacendo, dopo un anello di sosta di due anni e mezzo, Saturno esce dallo Scorpione per ritornarci tra 30 anni, spero di non farmi più trovare

 

Mercatino mercatino del mio cuor



 

C’è un incantesimo, un sortilegio,

vago appresso al mercatino,

 c’è un pifferaio magico

che mi vende tutto ciò che vuole,

come io la prendo in mano

ho paura che sparisca il banco,

la stoffa e tu

Mercatino mercatino del mio cuore

è un incantesimo, un sortilegio,

la gente sorride, passa e va

ogni tanto scende alla stazione di un banco

poi risale con la borsa piena

e sparisce come dentro a un metrò.

Mercatino mercatino del mio cuor,

t’ho dato un bigliettino

e l’appuntamento

ah, anche il numero t’ho dato

Mercatino mercatino del mio cuor,

c’è una carta per terra

che il vento sta spostando,

alzo lo sguardo e mi stupisco 

il pifferaio magico è sparito

s’è portato via di me anche il vestito.

 

Donna Flor



 




















 














 











 









 


 





 





 










 













 


















 















 




 







 



























 

 


 


 


 

 






 













 
















 





















 

 

 











 

















 























 


 




 











 

 

































 




















 











 






















 


 




















 





















 




 









 






 


 



 





















 

















 


 


 















 



 









 







 

 

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